La torre di Asian

La torre di Asian - romanzo collettivo

La notte precedente all’incontro con la giornalista, non fu come le altre.
Il buio mentale avvolse Xxanty come un mantello nero.
Eppure a lui, parve di restare sveglio per molte ore, come teso a qualcosa di indefinibile, di imminente, di spaventosamente presente. Nessun sogno, nessun segnale di attività cerebrale, come fosse …morto..oppure…assente. Come se qualcuno avesse di colpo spento un interruttore. Tac. Fine dei segnali neurologici. Beeepp. Coma..beeep..morte cerebrale.
Una sensazione di paralisi, di inerzia, di impotenza..di…di nulla….
Poi, all’improvviso, cosi come i segnali vitali erano andati via, tornarono.
Un segnale acustico, prima distante, poi sempre più forte e martellante si insinuò nel suo cervello. Beep Beep Beep. Ed un microscopico punto luminoso apparve di fronte a lui, fermo. Senza colore. Poi i suoni si fecero distinti, sempre più somiglianti a parole frammentate, ed una voce parlò.
“ In un tempo molto lontano, noi, ultima generazione di umani sopravissuti all’eccidio degli Imperatori, ci preparammo alla fuga. Nessuna mente umana poteva resistere alla potenza di coloro che avendone trovato l’accesso, ne condizionarono completamente ogni espressione. Schiavi nostro malgrado, senza libertà di pensiero e di parola, giacevamo come morti, sospesi, senza passato ne futuro, inerti.. Così la strumentazione sempre più sofisticata si era sovrapposta a quella umana, diventandone il padrone assoluto.
Io, presi il comando di quel piccolo gruppo di uomini, che sfuggiti al controllo degli Imperatori, si unirono per fuggire in un luogo, dal quale, avrebbero potuto studiare un’azione controffensiva e liberatoria.
Da allora, sono passati anni..secoli. Abbiamo costruito androidi cosi perfetti da ingannare anche i loro robot. Li abbiamo spediti sulla terra e fatti mescolare agli essere umani..cioè a cosa ne era rimasto. In ogni androide, schede sofisticatissime, programmate in ogni minimo particolare, contenevano un processo preciso di attività finalizzate alla nostra rivolta.
Da qua..io controllo tutto. Sono il supremo controllore. La mente evoluta di questo progetto. La speranza del mondo……A mano mano che invecchio, sostuisco i pezzi del mio corpo con parti bioniche, anche del mio cervello…Tranne che della mia memoria….a volte…amo ripetere parole arcaiche, per non dimenticare, per non scordare da dove provengo, cercando di non espormi troppo, per non rischiare di essere intercettata, poiché le parole furono messe al bando molti secoli fa, cosi come venne messo al bando..l’uomo.
Se vorrai vedere oltre i limiti, non avrai bisogno della vista. Cerca…e troverai…bzzt..zzzt…bbzzttt”
Buio. Vuoto. Silenzio. E mille domande…senza risposta.
La scossa elettrica dei suoi neuroni lo fece balzare fuori dal letto di colpo….Connesso.

Solare e sorridente, Laura McNellie si presentò come un’improvvisa raffica di vento nella quiete di una giornata calma d’estate. I biondi capelli color grano, arruffati si scompigliavano ad ogni movimento della testa, come se avessero una vita propria, indipendente da lei. Si sedettero in un tavolino vicino al retro dello scalcinato bar di periferia dove si erano dati appuntamento per non dare nell’occhio.
“ Bene signor..signor??)..”
“Xanty….ma non credo sia il mio vero nome..perlomeno..non lo ricordo come tale…a dire il vero….non ricordo nulla..ed è per questo che sono qui”
“ Non capisco come potrei aiutarla, non la conosco, non credo di averla mai vista, mi spieghi cosa vorrebbe esattamente sapere”
Xxanty la fissava direttamente in viso e gli occhi di lei tradivano una fierezza nobile. Un orgoglio ed un senso di appartenenza e di fede trasudavano da ogni sua parola,
“ Allora, credo che gli atti terroristici della Basilicata nascondano qualcosa di molto grosso, e con i suoi contatti e unendo le nostre informazioni potremo scoprire cosa sta accadendo veramente. Non credo sia solo una questione di oro nero, ma qualcosa di molto più. Di terrificante. Io stesso credo di essere il prodotto di un esperimento..e gli raccontò del laboratorio e delle scoperte che aveva fatto, di Baby e della Moore. Lei dapprima incredula, a mano a mano che egli raccontava, si affidava sempre di più alle parole di Xxanty, Sentiva dentro di sé un calore ed una pace nuova, fiducia..sì esatto. Sebbene giovane, aveva sviluppato in fretta quel senso di diffidenza verso coloro da cui spesso raccoglieva notizie per le sue telecronache, ma questa volta, ogni sua cellula vibrava al suono delle parole di quello strano personaggio.
Per vincere la sua diffidenza, Xanty le chiese se possedeva un pc portatile della nuova generazione, per poter navigare con le stesse modalità di quelli in casa e le propose un collegamento che le avrebbe confermato le sue versioni. Laura andò verso la macchina e poco dopo tornò con un portatile non nuovissimo ma tuttavia funzionante e spostandosi verso una zona meno frequentata si collegarono. Lui la guidò verso il laboratorio virtuale, ricostruito per le visite guidate online e che naturalmente non riproduceva l’intera reale struttura, ma solo ciò che era conveniente per un navigatore conoscere, , e attraverso la cam, riuscirono a fare un giro all’interno dell’edificio.
Fu allora che Laura, confidò a Xxanty di conoscere un bravo programmatore del quale si serviva per avere supporto riguardo ai nuovi sistemi virtuali messi a punto dalle maggiori aziende di informatica spaziale, e che gli avrebbe procurato un appuntamento a breve con lui, in modo di scambiare tutte le informazioni possibili. Il suo amico si chiamava Asian.
Si salutarono promettendo di mettersi in contatto al più presto. Lei gli sorrise, fiera, con le gote arrossate dal vento gelido ed i capelli biondi che possedevano un’anima. Si incamminò verso casa…si girò..strano….ma no..forse era solo una sensazione …non vide nessuno dietro le sue spalle. Affrettò il passo facendo risuonare i passi sul selciato sempre più velocemente, fino a non sentire più quell’alito ansimante dietro. I ricordi della notte lo torturavano. Aveva bisogno di dormire, di capire, di andare molto oltre al sogno.

Condividi

Rispondi

Risposte a questa discussione

Ogni promessa è debito, brava, Atma

Rispondi

:)

Rispondi

RSS

Info su

Badge

Caricamento in corso...

© 2009   Creato da Lorenza Colicigno aka Azzurra Collas su Ning.   Crea il tuo social network personale

Badge  |  Segnala un problema  |  Privacy  |  Termini del servizio

Accedi alla chat