La torre di Asian

La torre di Asian - romanzo collettivo

We shall not cease from exploration, and the end of our exploring will be to arrive where we started, and to know the place for the first time.
T. S. Eliot (Four Quartets)


Il bianco abbacinante del sole, schiacciato sulla sabbia di Vendicari, feriva gli occhi e simultaneamente li sanava, offrendo un tempo e un luogo al desiderio di sospensione, di rimozione, di assoluto, di nulla, di illimitato, di sconfinato.
Forse questa volta i fantasmi di una lotta squilibrata, di un tempo instabile, di un altrove perenne, non l’avrebbero raggiunta. Non subito, almeno. Non presto, forse.
Pelle calda e asciutta. Labbra secche.
Onde brevi, schiuma lieve che accarezza.
Non aveva sperato di avere ancora questo privilegio. Il viaggio si ferma, per un po’.
Riesci a non pensare? Sei solo corpo, calore, sole, salsedine, vento.

Sibilo acuto. Urlo nella mente. Tutto crolla, tutto si rabbuia, corri Susy, corri, corri ancora. Via, via, via.
Dove mi porti, cosa succede? Perché adesso?
Una terra solitaria ma non desolata.
- Fermati, non puoi entrare. Puoi guardare ma non entrare. Puoi fare ma non essere. Non sei sola Susy, ci siamo tutti.
- Non vi vedo, non c’è nessuno accanto a me.
- Non fidarti solo dei tuoi sensi, lo sai quanto possono errare, guardaci con altri occhi.
- Ho tanto viaggiato per arrivare qui, cos’è quello?
La via verso lo stupa le pungeva le gambe nude. Il caldo era opprimente, l’aria ferma, del verde intorno senza il refrigerio del verde. Uno stupa in Patagonia, come mai poteva sorgere un monumento del genere in quel posto? Il suo posto è il subcontinente indiano.
Lo stupa conserva reliquie. Era davanti a una reliquia? Oppure a un monumento spirituale?
Ma forse non siamo in Patagonia, non più o non ancora, chissà. I contorni cambiarono all’improvviso, di nuovo, ancora.
Una spianata vastissima, cristallo sotto i piedi. Mare, un porto? Casette basse. Un mandala fatto edificio. Due soli.
Dove sono?
La torre iniziò a stagliarsi via via più nitida alla sua vista. Altissima. Con le sue volute ipnotiche.
- Susy
- Susy
- Susy
Chi la chiamava?
-Valentina sei qui anche tu? Ma è incredibile. Dove siamo? E il Falling Star? Non puoi uscire da quell’angolo di universo. Come sei arrivata fin qui? Cosa fai in questo luogo?

- Atma? …Ma sei davvero tu?

Ai piedi della Torre una moltitudine di persone. Susy era incerta, stupita quasi spaventata.
I suoi occhi sembravano riuscire a decodificare le immagini solo lentamente, per fasi successive, ricucire strappi, come se ad un velo se ne sovrapponesse un altro per poi cadere. Erano lì, tutti lì ai piedi della Torre.
Susy la viaggiatrice era forse giunta al termine del suo viaggio? O era un viaggio al termine della notte?
« ...je ne peux m'empêcher de mettre en doute qu'il existe d'autres véritables réalisations de nos profonds tempéraments que la guerre et la maladie, ces deux infinis du cauchemar. » (L. Céline, Voyage au bout de la nuit )

La guerra, i pozzi, Lucania. La Torre. Sì la Torre avrebbe consentito di sconfiggere l’incubo.
Avrebbe consentito di sconfiggere l’incubo?

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Risposte a questa discussione

Questo è il punto, Susy. Ci riuscirà?

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Puoi inserire il capitolo 10 nel Capitolo 10? grazie, Susy

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