La torre di Asian

La torre di Asian - romanzo collettivo

La visita mattiniera del professor Lanzetti si era appena conclusa ed il vecchio Asian non vedeva l’ora di rivedere il giovane Laterba che sarebbe comparso da li a poco con il portatile. Nell’attesa, cercava di concentrarsi su come e dove avrebbe potuto incontrare la figlia in Second Life e come si sarebbe presentato visto che non voleva rivelarle la sua vera identità.

All’improvviso gli prese uno strano timore, e se la figlia avesse abbandonato del tutto l’idea di entrare in Second Life? Quella era l’unica traccia che aveva di lei, un nome, o meglio un nik, e se scompariva anche quello cosa gli rimaneva? Il pessimismo stava prendendo piede nella mente di Asian quando arrivò il giovane Dottor Laterba.
Il vecchio Asian lo vedeva come il suo salvatore , quel giovane, così limpido, sempre positivo e laborioso rappresentava la sua ancora di salvataggio. “Bene … bene… “ Antonio padroneggiava quell’arnese come uno che sapeva il fatto suo, Asian non smetteva di osservare le sue dita che pigiavano veloci sulla tastiera.

“Allora …. eravamo rimasti all’aspetto del suo avatar, vero Signor Asian?” Il vecchio annuì, ma in quel momento l’aspetto del suo avatar era l’ultimo dei suoi pensieri. Si chiedeva se davvero avesse incontrato la figlia in quello strano mondo di disegnini animati. “Vediamo … avrei pensato di metterle i capelli grigi raccolti dietro da un codino, come venne la prima volta che entrò qui in ospedale , si ricorda?” L’idea piacque ad Asian che prontamente rispose: “ Si va benissimo, io direi di mettere anche la barba bianca che ho, e poi, mi faccia la cortesia di mettermi qualche ruga sulla fronte , come sta messo ora, il mio avatar sembra un giovane con i capelli bianchi.” Antonio sorrise, comprese bene il suo desiderio di essere rappresentato in modo realistico e fece di tutto per accontentarlo.
“Ecco , di meglio non ho potuto fare , ma penso che così vada bene, ora non ci rimane che cercare sua figlia. Il suo Nik è Melany Seriman vero? “ l’hai già trovata?” Asian gridò dal letto baldanzoso, Antonio lo acquietò dicendo che in effetti aveva trovato solo il suo nome, non era semplice indovinare il posto preciso dove ella si trovava, ma forse , dai gruppi a cui aderiva forse si poteva comprendere gli ambienti che frequentava. La fatica del giovane Laterba si stava trasformando in una vera e propria operazione da detective. I gruppi a cui apparteneva Melany erano interessanti e quasi sempre legati all’Arte e alla Cultura. Quante cose si potevano comprendere di un avatar solo osservando i gruppi ai quali apparteneva. Antonio pensò di utilizzare il suo avatar personale per lasciare un messaggio a Melany. Ma cosa poteva mai scriverle? Poteva mai dirle che l’avatar di suo padre la voleva conoscere? E se si fosse presentato come uno che voleva solo fare amicizia? Avrebbe fatto la figura del ragazzotto in cerca di avventure, ma per fare contento Asian, avrebbe fatto questo ed altro.
“Che bella sorpresa!” gridò Antonio, “Cosa c’è?” interruppe Asian, “C’è che tua figlia è in linea!””E cosa aspetti a chiamarla? “” Già, e cosa le dico?” “Dille una cosa qualsiasi!” Antonio Laterba era sorpreso dalla energia che usciva fuori dalla voce di Asian, pensava a come rompere il ghiaccio con Melany, decise di mandarle un im e senza pensarci troppo le chiese : “ Mi mandi il teleport per favore? “ In meno di un minuto Melany, scambiandolo per uno che frequentava il suo stesso corso di scrittura creativa, gli mandò il teleport. In pochi secondi, Antonio Laterba si trovò in una stanza dove vi erano avatar seduti che scrivevano, Melany Seriman era seduta in seconda fila intenta a scrivere qualcosa su un foglio, tutti eseguivano una esercitazione di scrittura e Antonio per non dare troppo nell’occhio si sedette anche lui, mentre scriveva pensò di mandare un altro messaggio privato a Melany per il teleport che gentilmente gli aveva mandato. Preso dalla situazione Antonio aveva quasi dimenticato Asian che ad un certo punto chiese: “ Che succede ora? Dov’è lei?” Il giovane accortosi di aver trascurato il vecchio gli disse: “Aspetta, ora ti faccio entrare , ti mando un teleport e vai proprio dove sta tua figlia, si trova ad un corso di scrittura. La vedi? Quella bionda con i capelli lunghi che scrive in seconda fila? E’ lei! L’Hai trovata!”

Asian rimase ammutolito. Era lei? Quella splendida avatar così avvenente era sua figlia Melany? Da piccola sapeva che era una bella bimba, ma non avrebbe immaginato che il suo avatar sarebbe stato così, anzi, ora che ci pensava, non avrebbe mai creduto che in futuro la sua figliola sarebbe stata un avatar.


Era immerso in questi pensieri quando Antonio lo riportò alla realtà dicendo: “Accetta questo teleport, ti ritroverai dove sono io e tua figlia. Asian prontamente accettò il teleport e in pochi secondi si ritrovò in quella aula dove non esistevano i banchi ma solo un masso grande di pietra circolare fatto a gradini come si usa negli stadi , ognuno era seduto ma Asian, trovandosi ancora impacciato preferì rimanere immobile in un angolo da dove osservava sua figlia e gli altri che erano in assoluto silenzio a scrivere.

Tag: melany

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1 Commento

asian lednev Commento da asian lednev su 22 Luglio 2009 a 23:59
(quanta impressione mi continua a fare leggere tanti Asian... non riesco proprio a non cercarmi lì dentro... anche a questo)

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