Carta e stilografica.
Vecchi supporti che Asian riesumò con piacere quasi perverso, date le circostanze, pregustando il lieve, aspro grattare del pennino arrotondato sul foglio ruvido. “Questa volta serve un elenco. Scritto a mano.”
Pro e contro, due colonne, come in passato. Nero su bianco eventi e persone, altre due colonne. “Manca la candela e sembro Mozart” pensò. “Non so a che punto siamo, dove stiamo andando o chi sono veramente i buoni e i cattivi”.
Continuava a riflettere, con la stilo a mezz’aria, nel silenzio della sua casa. Quella dalla quale era partito, gli sembrava, un millennio fa. “Voglio qualche risposta che non sia 42. Voglio qualche barlume di comprensione”.
Così iniziò a scrivere. Due elenchi vergati di getto, vecchi rumori rapidi che riecheggiavano discreti e maliziosi, dando al contenuto dell’elenco un sapore più autentico, forse proprio perché stilato con questi mezzi primitivi ma ancora efficienti. Come spesso accade, il ritorno al punto di partenza è un buon metodo per rimettere ordine. Nei pensieri, negli avvenimenti. Nel caos.
Dopo un paio d’ore e tre caffè Asian riemerse dai suoi ragionamenti e dalle sue colonne di nomi. Il risultato era stupefacente, come sempre quando si ‘fa chiarezza’. La lista era visibilmente sbilanciata: Gene Carlos Ronin e i suoi alter ego la facevano da padrone nelle colonne dei valori negativi. Ma quella dei fatti era ben bilanciata ed era il segno inequivocabile della possibile soluzione finale. Ecco, ci mancava la citazione… la Soluzione Finale. In questo caso non aveva, valutò Asian, un significato malvagio e mortifero. “Certo” pensò ”non sarà indolore né semplice”.
Cosa avrebbe potuto concretamente fare, ora che aveva ridisegnato la mappa di quel folle, lunghissimo e devastante pezzo di storia? Sarebbe stato molto importante convocare tutte le persone – e Astrolabia, gli avatar, tutte le cyber cose e i viaggiatori, netectives e qualunque entità assortita avesse a che fare con l’intricata vicenda – per fare il punto della situazione. Occorreva coordinare gli interventi e, prima ancora, condividere le informazioni e le congetture.
Gli sembrò una buona idea fissare un luogo raggiungibile da tutti, ma interdetto a G. C. Ronin e ai suoi duplicati. Fun to rez… “E se costruissi una torre provvisoria, mantenendo al sicuro tutto ciò che contiene e significa?” rifletté a voce alta “sarebbe visibile e facile da trovare, i satelliti personali dei partecipanti la localizzerebbero immediatamente e potrei sistemarla dov’è più opportuno…”
Iniziò a prendere forma l’idea della Riunione. Restavano da inviare le convocazioni e, più importante ancora, da prevedere massicci cordoni di sicurezza: la Torre sarebbe stata ben visibile anche per Ronin.
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