La torre di Asian

La torre di Asian - romanzo collettivo

Sentivo freddo.
Ero nel mondo, quello vero.
Era mattina.
Una stazione vicina al porto.
Mi aspettava un viaggio.
Un treno.
Un posto prenotato.
Come sempre lo avrei cambiato.
Mi aspettavano.
Il porto puzzava.
Lo si poteva sentire fin dalla stazione.
L'odore di realtà?
Mi riecheggiava qualcosa di letto non so più dove.
Qualcosa che recitava come “gli uomini potevano chiudere gli occhi ma non potevano sottrarsi al profumo”.
Nemmeno alla puzza.
Ogni volta che lascio il Metaverso, è uguale... la stessa epifania di profumi.
Il profumo penetra nel mio corpo con grande violenza.

Ero in viaggio per compiere una missione a NeoRoma.
Portavo con me una valigetta con dentro diverse cose: una piccola busta con i tre elementi che mantengono "viva" la Torre e il "rotolo", una bobina contenente il racconto della Torre.
L’occasione: un incontro di visionari del metaverso che cercano una strategia per imporsi nel mercato dello spaccio di mondi.
Una truppa malvista dalle multinazionali del petrolio.
Un gruppo come "un vicolo cieco" del metaverso dove la tecnologia evoluta è sempre presente come un costante, subliminale, rumore di fondo.
Un tempo si parlava di visioni "dal basso", ma ora, dopo il tempo della repressione da parte delle multinazionali si parla prevalentemente di visioni "dalla parte di sotto".

Il treno viaggiava veloce.
Fuori pioveva, come sempre pioveva.
Sembrava il cielo di Post Utopia.
La sua immagine mi ricordava anche l’inizio di un romanzo letto ormai chissà quando:
“Il cielo sopra il porto aveva il colore della televisione sintonizzata su un canale morto”.
Più la guardo e più la realtà assomiglia al metaverso.

Ero seduto al posto che mi ero scelto in una carrozza vuota.
Ripensavo all’incontro con Carlos, alle chiacchiere con Mac, a Gene Carlos Cronin.... e tutti gli altri. Che fossero avatar o che fossero umani o anche postumani la storia non cambiava.
Tutti pronti a istruirmi a darmi direzioni a farmi prendere un ruolo che non mi sono mai sentito addosso.
In fondo volevo solo scorrazzare per il metaverso immerso nel mio vecchio dataglove.
Improvviamente vidi un'ombra; un rumore attirò la mia attenzione.
La carrozza non era vuota come pensavo.
Laggiù, sul fondo, una ragazza... mi stava guardando.
Con un solo gesto si voltò verso il finestrino alitando sul vetro quel tanto per trasformarlo in una lavagna bianca...
Con un dito scrisse una frase che mi colpì:
”Gli angeli cadono fieramente”.

Non ricordo ancora dove l’ho già letta quella frase.
Le risposi nello stesso modo, disegnando una faccia sorridente che diceva:
“It’is only a Joke”.
Mi guardò con un sorriso appena tratteggiato agli angoli della bocca. Non so quanti anni potesse avere. Forse 25 anni forse più.
- “I love your suitcase” rispose.
Guardai la valigia al mio fianco. Contiene strane cose che non si potevano vedere ma la valigia è rivestita della skin della torre.


- “Who are you?” le chiedo.
- “Nothing about me. Warning! You are the man!”.
- “Which man?”
Rimase in silenzio e indicò la valigia. Poi scrisse:
-“The best thing you can do...
... with your suitcase today...
... is to use it to explore the reality”

Conversare con lei usando il finestrino era come leggere un sms nei primi apparecchi mobile degli anni novanta del secolo scorso... ogni poche parole si doveva riaggiornare lo schermo.
Una forte emozione di nostalgia mi prese alla gola.

-Which reality?” le chiedo.
-”Earth is the alien planet now.”
Parlava come un saggio.
Certo non erano le sue parole, pensai. Ma avevo una missione: portare la valigia e il suo contenuto a Roma. Dovevo incontrare qualcuno e forse lasciarle la valigia.

- “Do you believe in Magic?”
Fu l’ultima cosa che sono riuscito a scriverle prima della sua scomparsa.

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1 Commento

Lorenza Colicigno aka Azzurra Collas Commento da Lorenza Colicigno aka Azzurra Collas su 2 Luglio 2009 a 8:48
Asian, hai un kit "fun to rez" in questa magica valigia? Fra poco ci rezzi tutti! Le citazioni nella scrittura tessono la tela dello straordinario mondo virtuale della letteratura. E questo mi piace molto.

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