La torre di Asian

La torre di Asian - romanzo collettivo

– La face cachée de la lune est bien sûr celle qu’on ne voit jamais de nos yeux –
Con queste parole Aelita mi congedò.
Quando aprii la porta e uscii in strada la luce era fortissima. I miei occhi abituati al buio della sua stanza vennero violentati dalla luce della strada: come spilli negli occhi i raggi del sole mi toglievano il respiro. Era già mattino avanzato. Ma quanto tempo ero stato con Aellita?
Aelita Baguier era la prova vivente che se anche l'umanità intera fosse priva della vista la parola vedere avrebbe avuto ancora un suo preciso significato.

La faccia nascosta della luna... In fondo, ripensando alle parole di Aelita, ripensavo a tutta questa storia: la torre, quella storiaccia dei pozzi in lucania, la incPetroleum, Campbell, Lauriana e quella tipa che si sentiva spesso nominare... la Hack, la dotta. E poi quel Mac, che definirlo caratteriale è a dir poco un complimento.
Era come se tutta questa storia seguisse due linee precise: una alla luce del sole e una nascosta. Due storie parallele ma che stavano parlando della stessa cosa. Come sempre le cose stanno lì sulla scrivania alla vista di tutti ma nessuno le nota. Era così semplice: le due storie sono le due facce di una stessa cosa.

Mi ricordai allora di quello che mi disse un tempo un tipo buffo, che in qualche modo potrebbe essere definito un "amico".
– La luna non ha due facce, caro Asian. Non è un sistema binario zero-uno. Non essere meschino anche tu come tutti. –
L’amico era Gogol un cercatore del web, un cybernauta che vantava di essere tra i primi dieci avatar ad aver preso cittadinanza su Metaverse. Non so se il nomignolo fosse più legato al suo sguardo sarcastico, al suo continuo giudizio sui suoi simili che lo accomunava all'omonimo scrittore russo o se era per la sua abilità di trovare le cose come fosse Mr Google.
Proprio lui mi aveva parlato di Cyberlandia paragonandola in qualche modo alla faccia nascosta della luna.
Ora lo ricordo: una sera a parlare sull'opportunità o meno di entrare in quella grid.

– Devi sapere, Asian, è un ambiente difficile, imperfetto ancora, ma come per la luna... la luna rossa di quei briganti... quei rispettabili cosmonauti russi. Per la miseria, ci hanno mostrato una foto imprecisa, sfocata, poco dettagliata ma sono stati i primi a cogliere il significato di una impresa così importante: la luna non è rotonda ... è una biglia come la terra. Come se ci avessero incollato il naso mancante e ce ne avessero mostrato per la prima volta la vera natura. Non è stata una bricconata qualsiasi. –
Così ora le sue parole e quelle di Aelita si fondono tra loro e intorno a loro fondono tutte le storie nella mia testa tanto da farmela girare.

Quando ho costruito la torre su Cyebrlandia l’ho fatto più per un atto di fede che per convinzione. Non avevo ancora realizzato questa idea di continuità interna al metaverso. Avevo seguito solo l’invito di Gogol a prendere in considerazione quel mondo. Ma solo ora ho “attaccato il naso" e la figura mi si ricompone, prende volume: assume il suo volto.
Non capivo assolutamente perchè dovevo assecondare questa assurda idea di costruire una copia della torre in quella dimensione “nascosta” dove la definizione “deprivazione sensoriale” ha un senso così pieno: dalla difficoltà di avere un avatar decente alla difficoltà di comunicazione con l’ambiente – muoversi, spostarsi, costruire ecc... – e dalla difficoltà di costruire relazione con gli altri.

Ancora le parole di Gogol prendevano un senso ora:
– Mi sembra strano, caro Asian che tu non capisca... ho l'impressione... Asian, dovresti sapere qual è il tuo posto qui nel metaverso. E ancora di più quale è il posto della Torre –
– Si però... –
Non feci in tempo a replicare che...
– Be', adesso vuoi ancora discutere? Vedi anche tu che non si può fare a meno di costruire e conservare qui dentro. Ti sarò particolarmente grato se farai di tutto per contrastare i griefer, e sono molto contento che questo caso mi abbia procurato il piacere di incontrati ancora... –
Si riferiva alla perdita dell’isola
– Ma in che modo è sparita poi? C'è qualcosa che non riesco a capire, qui. –
– Cancellata, persa... però ho fatto in tempo a replicarla altrove. In un posto molto riservato – risposi.
– Ma da tutti i segni questo è un avvertimento inaudito, un'isola è un'isola... anche nel metaverso. Non ci capisco niente!... –
– E' da tempo che ne accadono di cose strane qui. Specie nei posti come questi. Dove c'è un progetto collettivo, dove la gente ... –
– Sì sì.. progetto collettivo... però... tutt'a un tratto, ti trovo e dove? a Los Angeles Vera! Convieni che... –
– Ero in cerca di Mac, il netective... me lo davano da quelle parti –
– Fai quello che vuoi, animuccia disperata... ma ripensa un giorno alle cose che ti ho detto prima...–
Solo ora ci ripenso, davvero e anche intensamente:
– io non posso fare altro che dirtelo, in che modo devi procedere qui dentro... ma l'essenziale è che adesso tu mi ascolti: l’importante non è abitarlo, possederlo ma averne un’idea per affiancarla... a quella del resto del metaverso per costruirne una immagine completa, a tutto tondo –
– Ma la torre già è tonda – provai a schernirmi con una battuta
– Non capisco come tu riesca a scherzare – disse con rabbia – non vedi forse che ti manca proprio l’altra faccia del metaverso? Ti manca ancora una piccola parte per completare il tutto –
– Semplicemente non so che mai significhi tutto questo... –
– Asian, asianuccio, panzerotto... Ascoltami un po', mio caro! Cyberlandia è nuova, vergine... il posto è perfettamente liscio, come una frittella appena sfornata. Sì, tanto liscio che non sembra vero! Vai e costruisci! –

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Sunrise Jefferson aka Albamarina Commento da Sunrise Jefferson aka Albamarina su 21 Aprile 2009 a 21:01
Magnifique :] E ci hai messo pure la citazione di zietta...
Lorenza Colicigno aka Azzurra Collas Commento da Lorenza Colicigno aka Azzurra Collas su 16 Aprile 2009 a 8:13
Ho raggiunto la torre. Ho messo piede sulla frittella appena sfornata. Ho pensato a quanto quella solitudine avesse bisogno di noi.
Susy Commento da Susy su 15 Aprile 2009 a 23:19
Bello! See you on the dark side of the Moon allora!
Piero Commento da Piero su 15 Aprile 2009 a 22:21
In fondo non è che un altro piano. In parallelo. Uno solo degli infiniti piani possibili.
E la possibilità si sa, presuppone sempre qualcosa di reale, in cui e da cui.... ma questa è ancora un'altra storia. :-)

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